lunedì 19 agosto 2013


Versetti

Ovvero, una rivalità comodamente twittabile (Roger fan version)

 

0-1

Chi è questa specie di Indio con quel dritto che non è un dritto?

 

1-1

Uff… scampata bella. L'indio con il dritto che non è un dritto è andato vicino a farci un altro scherzetto. Speriamo di non vederlo troppo in giro, in futuro.

 

martedì 13 agosto 2013

Due palle

Si parla un po' di tennis, giusto un po'. Gianluca Comuniello


Due palle, veramente.
Quelli che ormai, tutte le volte che si parla di Raonic, devono tirare fuori la storia che ruba, non è onesto, deve espiare le sue colpe. Il giudizio totemico della rete. Possiamo passare oltre per favore? Il canadese è nei primi dieci. Non ci si arriva semplicemente rubando una palla qua e una là. E poi, a dirla tutta, stava all'arbitro vedere quello che era successo (non è il giocatore a dover valutare se un punto è finito o meno) Ma forse Layani era troppo impegnato a fare il suo sorriso da copertina per dover anche arbitrare.

lunedì 5 agosto 2013

L'isola dell'assenza ("Le rockstar non muiono mai" by Daniele Pasquini, Intermezzi Editore)


Gli dei non possono morire. E quindi dove vanno, quando fanno perdere le loro tracce?
Piccolo consiglio di lettura estivo: uno scrittore bravo, una casa editrice eccezionale :-)
La recensione la si puo' trovare anche sull'e-magazine "e." del mese di luglio. Gianluca Comuniello


Kurt Cobain. Jim Morrison. Bob Dylan. John Lennon. Elvis Presley.

No, non è il super gruppo messo su nell'aldilà da un manager molto scaltro per fare una vagonata di soldi. Sono semplicemente gli abitanti di un'isola molto speciale. L'isola in cui si sono nascosti i grandi del rock secondo Daniele Pasquini. 

domenica 17 febbraio 2013

Il Bignami dello Sport

La valigia dello Sport” è una carrellata appassionante sulle storie di sport che hanno superato i confini della cronaca e sono diventate Storia con la S quella grande. Raccontate con il gusto di farlo.


Immaginate una scuola in cui si studi, fra le altre materie, qualcosa del tipo "Storia e storiografia dello sport applicate alla politica". Una bella scuola. Io mi iscriverei in un posto cosi'. Immaginate ora che, nonostante la scuola sia parecchio cool, ci sia qualche studente che proprio non riesce a studiare, ed i suoi voti ne risentano pesantemente. 

lunedì 19 dicembre 2011

A Fil Di Rete- Tennis e cotechini

Si parla di gay, di chiese posticce, di giocatrici a cui piace rimestare in vecchie storie, di esibizioni caserecce ma utili e si risponde all'annosa domanda che ogni giornalista di tennis si pone a dicembre: e ora, che cazzo scrivo? Gianluca Comuniello e Enrico Riva

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mercoledì 14 dicembre 2011

La Partita Perfetta- Seconda Parte

Sei mesi dopo, a mente fredda e su gentile richiesta, torno a quella che il 3 giugno scorso battezzai La Partita Perfetta. Gianluca Comuniello


Mi è stato chiesto, peraltro giustamente, dove fosse mai finita la seconda parte del mio pezzo sulla semifinale del Roland Garros fra Federer e Djokovic. Sono talmente “spallinato” che la prima volta che mi è stata posta questa domanda mi sono chiesto “quale seconda parte?”. Poi, andandomi a rileggere il pezzo, ho visto che nel titolo avevo effettivamente messo “prima parte”. E se metti prima parte in un titolo devi oggettivamente convenire che è giusto che chi leggi si aspetti quanto meno una seconda parte.
Sono quindi passato anch’io a chiedermi quale fosse questa seconda parte. Anzi, ho fatto di più: mi sono chiesto cosa mi avesse portato a dire che quella era solo una prima parte, visto che si concludeva, perdonate il bisticcio di parole, in maniera perfettamente conclusiva, con quel riferimento a Mohammed Alì. Sono riandato con il cervello a quella sera, in cui ubriaco di tennis battevo furiosamente sulla tastiera nella sala stampa del Roland Garros. Avevo tante cose dentro: amore per questo sport, rappresentato in maniera plastica e quasi leggendaria dalla prestazione di Federer quel giorno e dalla degna sfida offertagli da “mi sono dimenticato come si fa a perdere” Djokovic. Amore per quella città, che si era riunita in un abbraccio intorno a quel miracolo di tennis, scadendo con la sua r moscia (è spettacolare, la r moscia pronunciata da una folla di più di diecimila persone). Amore, anche, per un percorso personale che sentivo quella sera si stava chiudendo su una “high note”.
Ecco, tutto questo AMMMORE era talmente “inviscerato” dentro di me che sentivo che un solo pezzo non sarebbe bastato. Solo che non sapevo quando avrei scritto il secondo e soprattutto di cosa avrebbe parlato, visto che il primo chiudeva la descrizione della partita in sé. Ora, anche spinto dalle richieste di lettori che sono arrivate di tanto in tanto, l’ho capito. La seconda parte deve parlare del momento in cui il movimento si fa poesia. Del perché, a distanza di mesi, a parte l’ormai famoso “rovescio che non ha senso”, ho ancora ben stampata in testa l’immagine di quella pallina che vola a non più di due dita sopra la rete da una parte all’altra del campo, con traiettorie che sembrano via via più definitive, solo per scoprire di non esserlo, definitive, perché quello dall’altra parte della rete non è disposto a cedere di un millimetro.
Ricordo che Nadal si risentì quasi quando, il giorno dopo, accostarono questa partita a quella del 2008 fra lui e Federer a Wimbledon. Rispose, peraltro legittimamente, che quella era un’altra storia, che quella del 2008 era una finale ed in ballo c’era il numero 1 del mondo. Che è sacrosanta verità, ma stona ideologicamente dentro ad un personaggio costruito almeno mediaticamente proprio sull’opposto della logica dei numeri. Per anni ci hanno ammorbato con questa dicotomia posticcia: Federer l’uomo che raccoglie record Vs. Nadal l’uomo che trasmette passione. Che come tutte le dicotomie mediatiche tende ad essere una solenne puttanata. E Nadal stesso lo dimostrò nel momento in cui messo di fronte ad un comparazione passionale offrì una risposta basata sulla logica matematica. Ma questi, mi rendo conto, sono ragionamenti del poi, a mente fredda, che esulano dal discorso centrale del momento in cui il movimento decide di diventare poesia suggerito dalla semifinale parigina. DFW, dal posto in cui si trova adesso, avrà guardato quella partita godendo e trovando conferma alle teorie espresse in “Federer as a Religious experience”. Mi sono chiesto cosa altro, nel mondo dello sport o in altri mondi mi abbia dato la stessa sensazione di circolarità perfetta. Di perfetta trasposizione in pratica di ciò che riesci solamente a teorizzare, il più delle volte. Non ho trovato molti esempi. Fossero molti, probabilmente, non sarebbero sensazioni così forti. Non tutti sono momenti sportivi. Butto giù quelli che mi sono venuti in mente, avvertendo che riguardano solo avvenimenti di cui ho potuto avere esperienza diretta… non nel senso che ero lì quando sono successi (la semi parigina rimane infatti l’unico esempio personale di una tale sfacciata fortuna), ma nel senso che ero in un’età “abbastanza” adulta da apprezzarli:
  • Il minuto finale della seconda carriera di Michael Jordan, a Salt Lake City, nel 1998.
  • Il cucchiaio di Totti in Italia-Olanda, nel 2000.
  • I Rem che dopo aver dato al mondo “Out of Time” non vanno in tour, si chiudono in studio e ci regalano “Automatic for the people”.
  • Cobain che, già ormai totalmente incasinato con sé stesso, suona e canta quella versione di “Where did you sleep last night?”.
  • DFW che dopo aver scritto Infinite Jest riesce ad estrarre ancora perle come “Incarnazioni di Bambini Bruciati”.
  • Barack Obama che partendo da Spingfield, Illinois, arriva a Washington nel novembre 2008 a far urlare ad una folla “Yes, we can” (e quanto gliela stanno facendo pagare, accidenti).
Ecco, sono sei momenti. Come i game che ci vogliono per vincere un set. Oddio, se si va al tie-break, ne servirebbe un settimo. Già, il settimo ce l’abbiamo già. Ace.

domenica 11 dicembre 2011

Contrordine Compagni: si gioca! L'NBA parte a Natale


 Do they know it’s Christmas time?  
Si ricomincia a Natale: la lega ha rilasciato martedì il calendario della stagione ridotta, saranno 66 le partite, e come da previsione non sono mancate alcune situazioni curiose. Gianluca Comuniello e Karim Nafea

lunedì 31 ottobre 2011

A Fil di Rete: puntata di Allouin

Da una località segreta e in attesa di trasferirsi a Basilea, la nuova puntata in cui si parla di soldi che piovono dal cielo, soldi che non vengono pagati, preti che pretendono più soldi... e si fa anche il giusto omaggio alla Kvitova
Enrico Riva e Gianluca Comuniello

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giovedì 27 ottobre 2011

Imbianchini austriaci e urletti istanbulioti

Nella nuova, elegante, puntata di "A Fil di Rete" si parla di Safin e politica, Safin e racchette, imbianchini austriaci e tenniste urlatrici Enrico Riva e Gianluca Comuniello

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lunedì 24 ottobre 2011

Cammelli svizzeri, gabbanelli e il manuele svedese del tennis

Con un'opinionista di eccezione, viaggiamo ancora un pò negli stereotipi apllicati al tennis nella nuova puntata di "A Fil di Rete". Gianluca Comuniello e Enrico Riva

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mercoledì 19 ottobre 2011

Torna il Muppet show del tennis!!!!!!!! Che lo vogliate o no, A Fil di Rete è fra voi

Tennisti che si autominacciano, giornalisti che si autominacciano, soci di club che si autominacciano. E montenegrini che insultano Federer. Torna, per la vostra disperazione, "A Fil Di Rete". Gianluca Comuniello e Enrico Riva

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sabato 24 settembre 2011

R.E.M. call it quits: dedicato a tutti gli orfani

“If the end comes faster than we had expected”: in fondo, nell’ultimo album, lo avevano annunciato a più riprese, il loro scioglimento, i R.E.M. “Se la fine arriva più veloce di quanto ci aspettassimo” canta alla sua maniera metà sibillina e metà nostalgica Michael Stipe in “Mine smell like honey”. E’ il momento in cui sembrano esplicitare in maniera più chiara il passo che poi hanno deciso di fare, loro che della non chiarezza e dei significati impliciti dei testi hanno fatto un’arte.

venerdì 3 giugno 2011

La Partita Perfetta- prima parte


E succederà che guarderanno il risultato di domenica e da lì traranno le loro conclusioni. Stupidi e ciechi, che non sanno che la storia è già successa.
Ci sono momenti in cui quella cosa complicata ed un po’ da psicopatici che si chiama tennis si manifesta nel suo significato più pieno. Devono esserci due grandi interpreti entrambi al meglio, affinché succeda. Deve esserci un grande campo. Deve esserci un grande pubblico. Deve esserci un campione che è stato chiamato the greatest tante volte, e forse altrettante volte questa “greatestosità” è stata messa in dubbio. Deve esserci questo campione, con sulle spalle i dubbi del mondo e nello stomaco l’orgoglio del vero numero 1.

lunedì 16 maggio 2011

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul Foro Italico e sulle intercapedini

L'uomo bionico Djokovic. Murray vincerà il Roland Garros. Nadal che è un pò stanco. Domande intelligenti in conferenza stampa ed un grande interrogativo: "ma l'epo sgocciola?". Con lo special guest Stefano Semeraro de "La Stampa"

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venerdì 13 maggio 2011

Eccoci finalmente: la Safina si ritira e Nadal cederà il numero 1. E la Williams

Nadal, Djokovic e il torneo di briscola. Serena Williams e l'assenza diplomatica. E un brutto video della Wozniacki

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E vedi questo osceno video, come premio

domenica 8 maggio 2011

A Fil di Rete- Djokovic fa quello che Federer non riesce a fare

Riva si lancia in accuse di stile alqaidista. Comuniello caga citazioni. Nel mezzo, parlando di tennis: Madrid, Wozniacki, Koubek, Del Potro e il terremoto a Roma

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martedì 3 maggio 2011

Gli ormoni nel tennis. Ovvero la storia d'amore fra Schiavone e Murray. E il divorzio Soderling-Pistolesi

In una puntata dai poliformi significati (sapessimo cosa vuol dire...) parliamo di tennisti e tenniste ingrifati, di allenatori scaricati e financo del mondo fumettistico in cui siamo immersi. Gianluca Comuniello e Enrico Riva

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giovedì 28 aprile 2011

Djokovic Santo Subito. Il matrimonio del secolo e i dolori del vecchio Rochus

Con Sara Cecamore chiusa in un posto sicuro, puntata da antologia del podcast "A Fil di Rete". Si parla del matrimonio fra William e Kate, del Belgio e del Pakistan, della Serbia e di Fernando Gonzalez. Di tenniste che twittano in maniera insulsa e di altre amenità. As usual, con Enrico Riva. Gianluca Comuniello

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lunedì 25 aprile 2011

Il tennis ha bisogno di una liberazione da Nadal?

Torniamo con il botto nel giorno della Liberazione con "A Fil Di Rete". Si parla di Nadal e del suo troppo potere sulla terra, di Murray che è il più forte terricolo dopo Rafa. Poi facciamo un ritratto elegiaco di Alberta Brianti e la buttiamo in vacca su Gulbis (come fai a non buttarla in vacca su uno che già la butta in vacca da solo?)

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domenica 3 aprile 2011

Tifosi di Federer dediti al bagarinaggio

Si è svolta la finale di Barletta. Ok, si è svolta anche quella di Miami: Nadal ha problemi di areazione alle ascelle, Djokovic si è invece ammalato di imbattibilità. Ne parliamo con l'inviato Vanni "weather man" Gibertini. Che ha fatto un pigiama di cemento alla povera Piva

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